Lunedì l’Italia ha celebrato il titolo di Formula 1 di Kimi Antonelli, dopo che il ventenne ha conquistato il campionato con il terzo posto al Gran Premio di Città del Messico. Il risultato lo ha reso il più giovane campione del mondo nella storia dello sport e ha messo fine all’attesa dell’Italia per un campione, che durava dal titolo di Alberto Ascari del 1953.

Antonelli, nato a Bologna e pilota della Mercedes, ha ricevuto i complimenti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In un post su X, ha descritto il suo successo come un «risultato straordinario» e ha detto che è motivo di grande orgoglio per il Paese.

Anche i giornali italiani si sono uniti ai festeggiamenti. La Gazzetta dello Sport ha titolato «Kimitico», un gioco di parole che significa «Kimi leggendario», mentre La Stampa ha scelto «Kimi nella leggenda».

I tifosi si sono riuniti per seguire la gara al museo Checco Costa, sul circuito di Imola, dove diverse centinaia di persone hanno guardato la diretta. Sebbene Imola sia il circuito di casa della Ferrari, i sostenitori hanno messo da parte quella fedeltà per tifare Antonelli. A Bologna è stata inoltre organizzata una visione pubblica in un cinema, e la squadra di calcio cittadina, che milita nella massima serie, ha scritto su X: «Tutta Bologna è orgogliosa di te».

Il percorso di Antonelli verso la Formula 1 è iniziato presto. Suo padre, pilota di auto sportive, lo portava ai circuiti quando era bambino, e la Mercedes lo ha ingaggiato come pilota di kart quando aveva 11 anni. A Roma, il residente Giovanni ha definito straordinario il titolo, dopo una pausa così lunga senza un campione italiano, che guidasse per la Ferrari o per un’altra scuderia.

Un’altra residente romana, Daniela Bulgarini, ha paragonato Antonelli al campione di tennis Jannik Sinner, descrivendoli come due stelle brillanti dello sport italiano e lodando il talento e il duro lavoro del giovane pilota.

Fonti: Folha Esporte.