La ginnasta rumena Ana Barbosu è stata squalificata per due anni dopo aver mancato in tre occasioni gli obblighi di reperibilità previsti dalle norme antidoping. Il Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) ha confermato la decisione dopo un’udienza tenutasi ad agosto, respingendo il suo ricorso contro la squalifica imposta a maggio dall’Agenzia internazionale per i controlli antidoping (ITA).
I controlli mancati sono avvenuti tra settembre e dicembre 2025. La squalifica di Barbosu decorre dal 5 maggio 2026, giorno in cui è stata sospesa in via provvisoria. L’ITA supervisiona il programma antidoping della Federazione internazionale di ginnastica.
Barbosu ha vinto il bronzo nella finale del corpo libero femminile ai Giochi di Parigi 2024. La sua medaglia è anche oggetto di un procedimento separato che coinvolge la Federazione internazionale di ginnastica presso il CAS. La squadra statunitense ha contestato il punteggio di Jordan Chiles nella finale, il che inizialmente ha portato Chiles a conquistare il bronzo al posto di Barbosu. In seguito, il CAS ha accolto il ricorso del Comitato Olimpico Rumeno, secondo cui la richiesta della squadra statunitense era stata presentata troppo tardi, e il bronzo è stato riassegnato a Barbosu.
Il procedimento è ancora in corso e la prossima udienza non è prevista prima di maggio 2027.
Fonti: BBC Sport.
