Solo poche ore dopo aver fatto la storia a Città del Messico, Kimi Antonelli ha parlato del suo titolo di Formula 1, dei suoi progetti per il futuro e della decisione di continuare a gareggiare con il numero 12 invece di adottare il numero uno riservato al campione del mondo.

«Rimanere con il 12 è un modo per me di tenere i piedi per terra», ha detto Antonelli a Sky. Ha descritto il numero come un nuovo punto di partenza, che gli permette di ricostruire, migliorare e rimanere concentrato sulla prossima stagione.

Il pilota della Mercedes ha detto che stava solo iniziando a comprendere pienamente ciò che aveva realizzato. Ha ricordato di essersi commosso durante l’ultimo giro, quando le lacrime gli rendevano difficile vedere la pista. Condividere quel momento con la sua famiglia, il team e gli amici ha reso il risultato ancora più speciale, ha detto.

Antonelli ha parlato anche della sua ammirazione per Ayrton Senna, che considera una fonte d’ispirazione duratura sia come pilota sia come persona. Durante la stagione, ha detto, ha guardato molte interviste di Senna per studiare il modo in cui il brasiliano affrontava le gare e un’intera stagione. Insieme alla sua famiglia, Senna rimarrà sempre un punto di riferimento per lui.

L’italiano ha inoltre sottolineato l’importanza di aver condiviso il podio con Lewis Hamilton e Max Verstappen. Ha detto che intende incorniciare una fotografia di quell’occasione e appenderla alla parete di casa, definendola il tipo di momento che rimane con una persona per tutta la vita.

Riflettendo sul suo ruolo di esempio per i piloti più giovani, Antonelli ha detto che la lezione più importante che aveva imparato era rimanere fedele a se stesso, indipendentemente dal successo o dall’ambiente circostante. Ha inoltre elogiato il personale della Mercedes il cui lavoro, ha osservato, è in gran parte invisibile al pubblico, ma è stato essenziale per raggiungere l’obiettivo del campionato.

Alla domanda su quando avesse iniziato a credere che il titolo fosse possibile, Antonelli ha indicato il periodo successivo a Monza. Ha detto che il team aveva disputato una stagione straordinaria e costante, sottolineando però che mancavano ancora diverse gare e che la Mercedes avrebbe puntato a concludere con forza in vista del 2027.

Paragonando il campionato al conseguimento della patente di guida e del diploma, Antonelli ha detto che vincere il titolo mondiale di Formula 1 era stato di gran lunga il traguardo più difficile. La pressione emotiva del fine settimana del campionato, ha aggiunto, era stata intensa, ma era felicissimo che il team avesse raggiunto il suo obiettivo.

Fonti: ANSA Sport.