In Cina, le scuse pubbliche sul social network Weibo sono diventate una forma comune di espiazione per le aziende e i personaggi pubblici stranieri accusati di aver offeso il popolo cinese. La pratica è stata paragonata alla storica penitenza di Enrico IV a Canossa, anche se delle scuse digitali non garantiscono necessariamente che la controversia venga perdonata.

L’ultimo caso riguarda il calciatore francese Kylian Mbappé, che si è scusato martedì 27 ottobre, dopo alcune dichiarazioni in cui associava Mao Zedong, senza nominarlo, a un «dittatore cinese». Il governo cinese ha dichiarato di prendere sul serio le scuse, ma la risposta non ha posto immediatamente fine alla disputa.

Domenica 1º novembre, l’emittente statale CCTV non ha trasmesso le partite della Liga, il campionato spagnolo in cui Mbappé gioca per il Real Madrid. Le partite erano disponibili sulla piattaforma di streaming Migu, ad eccezione della partita del Real Madrid.

L’episodio illustra la sensibilità che circonda la narrazione nazionale cinese e la dipendenza di marchi e personalità internazionali dall’accesso al mercato del Paese. Dalle stelle del calcio ad aziende come l’operatore di Hello Kitty, le scuse ripetute riflettono la pressione esercitata sugli attori stranieri quando le loro dichiarazioni o campagne vengono considerate offensive in Cina.

Fonti: Le Monde Sport.