Gli Exeter Chiefs continuano una lunga tradizione di ospitare giocatori di rugby australiani che hanno trovato una casa spirituale nel sud-ovest dell'Inghilterra. Da Dean Mumm e Nic White a Greg Holmes e Len Ikitau, la lista dei Wallabies che hanno apprezzato l'esperienza è illustre. Rob Baxter, direttore del rugby degli Exeter, nota che questi giocatori sembrano godersi i pasties locali e il sidro, anche se suggerisce che esista una connessione più profonda. Baxter teorizza che Exeter e Devon assomiglino all'Australia più di qualsiasi altra parte dell'Inghilterra, offrendo spazi aperti e un ambiente di club vecchio stile che attira gli atleti australiani.
Tom Hooper, l'attuale Wallaby residente del club, sembra essere l'ultimo giocatore ad abbracciare questo stile di vita. Originario di una famiglia di allevatori di bestiame nella zona rurale della Nuova Galles del Sud vicino a Bathurst, il forwards di 25 anni si descrive come un ragazzo di campagna fino al midollo. Sebbene preferisca la Guinness al sidro, la sua infanzia è stata definita dalle grigliate di salsicce nei club di rugby insieme al suo fratello minore. Hooper ammette che qualsiasi preoccupazione iniziale riguardo all'unirsi a una squadra internazionale è stata rapidamente dissipata appena arrivato un anno fa. Ha trovato i giocatori umili e accoglienti piuttosto che arroganti, e si è adattato bene al clima britannico, notando che i mesi difficili sono limitati.
Nonostante il suo accento australiano, Hooper rivela un'eredità familiare cornica che risale a generazioni prima della migrazione. Ha goduto esplorando i tors del Dartmoor e la costa, arrivando persino a praticare l'apnea con i compagni di squadra, anche se mantiene segreti i suoi luoghi specifici. Contrariamente alle aspettative di vivere in una casa isolata con tetto di paglia, Hooper risiede nel centro della città sotto la cura di un proprietario che affettuosamente chiama Nonno.
Hooper rimane concentrato sul rugby, avendo accumulato un tempo di gioco significativo in entrambi gli emisferi nonostante le recenti sfide. Una clavicola fratturata subita contro l'Irlanda lo scorso luglio ha richiesto una riabilitazione, che Hooper considera un dono travestito da disgrazia. Il periodo di inattività gli ha permesso di rafforzare il suo corpo e prepararsi per il trasferimento a Exeter. Riflettendo sul suo carico di lavoro, ricorda che anche all'età di 12 anni sarebbe stato contento di giocare 30 partite l'anno come professionista. Mantiene che a volte i giocatori devono semplicemente sopportare il dolore e spingersi oltre.
Il forwards di 125 kg ha guadagnato 25 presenze per i Wallabies e ha sentito l'amarezza di aver perso le recenti partite contro la Nuova Zelanda a causa dell'infortunio. Guardando la partita dalla sala colazioni del Sandy Park, è stato visibilmente frustrato dal punteggio. Nonostante questo contrattempo, Hooper è adamantino nel sostenere che l'Australia può essere una minaccia maggiore quando ospiterà la Coppa del Mondo di Rugby l'anno prossimo. Credo che la squadra sembri forte sulla carta e sottolinea la necessità di tassi di lavoro individuali e coesione di squadra. Evidenzia la forza della terza linea dei Wallaby e il potenziale elettrico dei giocatori esterni se riescono a garantire la palla in avanti.
Hooper rispetta anche la profondità della rosa dell'Inghilterra, tracciando paralleli tra le capacità delle due nazioni quando sono completamente in forma. In particolare loda il lavoro sottovalutato di Tom Curry fuori dalla palla e si affida al suo amico Josh Kemeny del Northampton per ottenere informazioni su giocatori come Henry Pollock. Guardando avanti, Hooper è entusiasta di affrontare l'Inghilterra in una partita imminente. Suo fratello minore Lachie, un prospetto molto quotato di 22 anni, potrebbe unirsi anche lui alla scena inglese un giorno, con Tom che prevede che lo supererà.
Entrambi i fratelli aspirano a essere modelli positivi per i ragazzi di campagna, valori instillati durante la loro crescita nell'Australia rurale. Hooper spesso dona le sue scarpe ai giovani giocatori della campagna dopo le partite. La sua vita è stata profondamente intrecciata con il rugby; i suoi genitori si sono incontrati su un campo, suo padre li ha allenati attraverso le categorie giovanili e ha persino conosciuto la sua compagna mentre lei giocava per la squadra femminile dei Brumbies. Grato per ciò che lo sport gli ha dato, Hooper sente il dovere di restituire alla sua squadra e alle generazioni future.
Fonti: The Guardian Sport.