Kimi Antonelli è diventato il più giovane campione del mondo di Formula 1 all’età di 20 anni, completando una trasformazione straordinaria alla sua sola seconda stagione. Il pilota della Mercedes ha conquistato il titolo 2026 con il terzo posto all’Autódromo Hermanos Rodríguez in Messico, diventando il primo campione italiano dai tempi di Alberto Ascari nel 1953.
Prima della stagione, George Russell era considerato da molti il favorito, in quella che sembrava essere la vettura più veloce in griglia. Antonelli, invece, era visto come un adolescente di talento che doveva ancora maturare dopo una difficile stagione da esordiente. Quella previsione è cambiata rapidamente. Dopo una battuta d’arresto iniziale in Australia, Antonelli ha vinto il suo primo gran premio in Cina, dimostrando immediatamente di saper sfruttare le esigenze dei sistemi di gestione dell’energia delle nuove vetture.
Ha seguito quella svolta con la vittoria in Giappone, aggiungendo poi successi a Miami e in Canada. La sua prestazione a Monaco è stata particolarmente significativa: ha resistito alla pressione di Max Verstappen conquistando la pole position, per poi controllare la gara attraverso due ripartenze, inclusa una al fianco del sette volte campione Lewis Hamilton. Il risultato è stata la sua quinta vittoria consecutiva e lo ha affermato come principale contendente al campionato.
Il vantaggio di Antonelli non è stato costruito senza battute d’arresto. Un guasto elettrico a Barcellona ha interrotto una serie positiva, mentre un problema al copriruota a Silverstone gli è costato un’altra opportunità di lottare per la vittoria. Anche Mercedes ha dovuto affrontare una crescente pressione da parte di McLaren e Ferrari, che hanno conquistato due vittorie ciascuna. Anche quando la squadra non ha più dominato ogni fine settimana, Antonelli ha continuato a ottenere punti con costanza.
La sua vittoria a Monza è stata una delle prestazioni decisive della stagione. Partito 19º dopo una penalità per la sostituzione del motore, ha rimontato attraverso il gruppo fino a vincere grazie a una combinazione di abilità di gara, controllo e giudizio. Solo John Watson, vincitore partendo dalla 22ª posizione a Long Beach nel 1983, era riuscito in precedenza a recuperare da una posizione più arretrata in griglia per conquistare la vittoria.
Un’altra prestazione fondamentale è arrivata a Baku. Dopo essere andato a sbattere in qualifica ed essere partito 16º, Antonelli ha evitato i rischi di una rimonta eccessivamente aggressiva. Nonostante i danni al fondo causati durante una caotica ripartenza, è avanzato con cautela e decisione fino a concludere quinto. Il risultato ha dimostrato quanto efficacemente sapesse limitare i danni dopo gli errori e gestire la situazione più ampia del campionato.
Ha dovuto inoltre resistere a un assalto tardivo di Verstappen, la cui Red Bull è migliorata con il progredire della stagione. Antonelli ha risposto con una serie di piazzamenti sul podio, incluso il terzo posto a Singapore dopo aver superato Lando Norris e Hamilton durante il loro duello. Una nona vittoria ad Austin lo ha lasciato con la necessità di ottenere soltanto un piazzamento tra i primi nove in Messico per conquistare il titolo.
Ha mantenuto la promessa sotto quella pressione, conquistando il terzo posto in Messico e assicurandosi il campionato. Mentre tagliava il traguardo, Antonelli è stato sopraffatto dall’emozione e ha abbracciato la sua famiglia, che ha svolto un ruolo centrale nella sua carriera.
“Ce l’abbiamo fatta”, ha detto. “Non sarei qui senza Mercedes, senza la mia famiglia. Questo è un momento che vivrà per sempre. Sono senza parole. Sto solo cercando di elaborare questo momento.”
Il titolo di Antonelli è stato costruito non solo sulla velocità attesa da un giovane pilota di grande talento, ma anche sulla sua capacità di imparare dagli errori, riprendersi dalle avversità e mantenere il sangue freddo nei momenti decisivi. La sua stagione della consacrazione ha creato nuove aspettative intorno all’italiano: che il suo primo campionato possa essere l’inizio di una carriera ancora più ricca di successi.
Fonti: The Guardian Sport.